Image

Internal Audit


Revisione Interna

A partire dall'emanazione del Decreto del Ministero delle Economie e delle Finanze del 22 gennaio 2014, n. 31, "le società di mediazione creditizia" sono tenute a dotarsi, in virtù di quando disposto dall'articolo 4, commi 1 e 2, "di un sistema di controllo interno proporzionato alla propria complessità organizzativa, dimensionale ed operativa", che deve assicurare "un'efficace gestione e controllo dei rischi", "la riservatezza e l'integrità delle informazioni e l'affidabilità e sicurezza delle procedure per il loro trattamento", "la verifica della conformità dell'attività svolta con norme di legge, regolamentari e statutarie ad essa applicabili e con le procedure interne".
Inoltre, il comma terzo del richiamato articolo 4 stabilisce come "nelle società che superino i limiti dimensionali stabiliti dall'Organismo [degli Agenti e dei Mediatori] con riferimento al numero di dipendenti o collaboratori, è costituita una funzione di controllo interno cui è affidata la valutazione periodica del sistema di controllo interno e la verifica della correttezza e regolarità dell'operatività".
Quanto precede sembrerebbe, dunque, presupporre chiaramente una duplice e differente previsione organizzativa alla quale le società di mediazione creditizia devono conformarsi, al verificarsi di specifici requisiti dimensionali.
I controlli di terzo livello, appannaggio della Funzione di Revisione Interna (Internal Audit) risultano, riconducibili agli obblighi di costituzione di una specifica funzione aziendale di controllo interno, aventi le caratteristiche di struttura autonoma ed indipendente e alle conseguenti responsabilità a quest'ultima attribuite in materia e l’Organismo di Vigilanza precisa come quest'ultimo debba "essere adeguato alla concreta realtà aziendale" non essendo ritenuta "sufficiente l'adozione di procedure formali e astratte, di tipo standardizzato, alla quale non seguono azioni di monitoraggio".